TAPPA 2 – Nicolosi - Rifugio Sapienza

Scalare l' Etna in bicicletta

Tutto quello che c'è da sapere sulla tappa di salita Nicolosi - Rifugio Sapienza

Era il maggio 2011 quando Alberto Contador conquistò questa tappa del Giro d’Italia, bruciando in tempi significativamente rapidi quei diciassette chilometri con pendenza media al 6% segnati da colate laviche e panorami mozzafiato che dall’ Etna si affacciano verso il mar Ionio.

Di fatto, con oltre mille metri di dislivello, il versante Contador della Nicolosi - Rifugio Sapienza, è il più apprezzato dal circuito ciclistico internazionale, non solo per il panorama, ma anche per la buona qualità della rete stradale, recentemente ricostruita dopo l’eruzione che nel 2001 spazzò via parte delle strade di quota.

Le pedalate scandiscono curve scolpite nella roccia lavica, disegnando nelle sinuose forme dei muretti a secco scenari aspri ed accattivanti: il fascino potente dell’ Etna seduce i ciclisti, tanto per la forza del vulcano quanto per l’ebbrezza della tappa celebrata dal giro d’Italia.

Lasciato l’abitato di Nicolosi, sede dell’ente Parco dell’Etna, la salita inizia con una pendenza al 7 per cento medio che ci impegnerà per due chilometri.

Ci attende così la frescura dei pini che costituiscono il bosco dei Monti Rossi e da qui, oltrepassata la cava di Nicolosi, il tracciato ci ripropone per circa due chilometri pendenze tra il 4 e il 5 per cento sino ad arrivare quasi a mille metri di altitudine.

Ci aspetta adesso quel lungo serpentone nero che per circa dieci km taglia in due la colata dell’Etna, mostrandoci la potenza del vulcano che in quella occasione fece preoccupare non poco gli abitanti di Nicolosi.

Le pedalate si fanno più decise, in bocca il sapore della sabbia vulcanica si mischia al profumo delle ginestre selvatiche che pennellano di giallo il nostro passaggio.

Inizia adesso una fase impegnativa: per due km affronteremo in alcuni tratti persino salite al 10 per cento di pendenza, per poi finalmente riallentare un po’ in prossimità del ristorante la Nuova Quercia.

È questo, generalmente, uno dei punti-sosta utili ad affrontare i successivi 10 chilometri di salita che da quota 1300 metri, tra tornanti e curve panoramiche con pendenza costante sul 6 per cento ci porteranno diritti alla meta.

Gli amanti del giro d’Italia certamente lo ricorderanno. Fù da questo punto che Alberto Contador innestò la marcia, che dopo 7 chilometri e mezzo di emozione pura, sfidando le folate intense del vento termico che a questa quota sferza il vulcano, lo portò a trionfare davanti al pubblico che lo attendeva al piazzale allestito al Rifugio Sapienza.

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